ALBERTO DONATI

PROFESSORE ORDINARIO DI DIRITTO CIVILE

 

Alberto Donati, professore ordinario di diritto civile

 

 

Attività didattica


Alberto Donati si è laureato il 6 novembre 1968 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Perugia con pieni voti e lode discutendo la seguente tesi: "Titolarità e legittimazione nella circolazione giuridica dei titoli di credito". Il primo maggio 1969 veniva nominato assistente incaricato presso la Cattedra di Istituzioni di diritto privato della stessa Facoltà e, espletato il concorso, assistente ordinario dal primo gennaio 1970. Nell'anno accademico 1971/72 conseguiva il premio di operosità scientifica; partecipava, poi, alla raccolta, alla preparazione del materiale ed alla correzione dell'impaginato relative agli "Studi in memoria di Domenico Pettiti", Milano, 1973. Nel febbraio 1976 riusciva vincitore del concorso bandito dal C.N.R. a ventisette borse di studio, della durata di un anno, da usufruirsi presso istituti o laboratori esteri per ricerche nel campo delle discipline afferenti al Comitato Nazionale per le Scienze Giuridiche e Politiche.

Nell'anno 1979, la Max-Planck-Gesellschaft gli comunicava la concessione di una borsa di studio da usufruirsi presso la sede di Monaco, borsa che veniva rinnovata anche nell'anno successivo.

Dal mese di maggio 1972 al mese di marzo 1975 Alberto Donati è stato incaricato dell'insegnamento di Legislazione ed Organizzazione Industriale presso la Scuola di perfezionamento in Scienze Farmaceutiche e Biochimica Applicata dell'Università di Perugia. Nell'anno accademico 1976/77, gli veniva affidato, in qualità di professore incaricato, l'insegnamento di Istituzioni di Diritto Privato presso la Facoltà di Giurisprudenza - Corso di Laurea in Scienze politiche - dell'Università degli Studi di Macerata, incarico che ha ricoperto sino all'anno accademico 1983/84, a far data dal quale egli è divenuto titolare, in qualità di professore associato, dell'insegnamento di Diritto Privato dell'Economia presso l'Università degli Studi di Perugia.

Nel 1991, il Club dei Giuristi - Istituto don Sturzo, includeva la monografia, Elementa juris naturalis, tra i dodici libri segnalati per l'anno 1990.

Nel 1996 veniva invitato come correlatore al convegno su "Il nuovo codice di deontologia medica", indetto dalla Consulta di Bioetica, presso l'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa

Dall'anno accademico 1997/1198 sino a quello corrente, Alberto Donati ha ricevuto l'affidamento dell'insegnamento di Diritto Civile (M-Z).

Con decreto rettorale 8 giugno 1996, egli veniva inquadrato, ai fini delle funzioni didattiche ed ai sensi dell'art. 15 della l. 19/11/90 n. 341, nel settore scientifico-disciplinare NO1X.

A seguito dell'espletamento della procedura di valutazione comparativa presso l'Università degli Studi di Palermo, con Decreto Rettorale, 27 febbraio 2002, n. 1014/PO, Alberto Donati veniva nominato professore universitario di prima fascia con la qualifica di professore straordinario per il settore scientifico IUS/01 - Diritto privato. Seguiva, poi, la conferma nel ruolo di professore ordinario.

A partire dal primo gennaio del corrente anno, considerata la crisi della Università e della cultura italiane, egli si è congedato al fine di potersi dedicare compiutamente all'attività di ricerca e di promozione.

 





Attività scientifica

Alberto Donati esordisce come giurista di diritto positivo per, poi, transitare allo studio della fondazione filosofica del fenomeno giuridico. Ciò gli ha consentito di ricostruire i fondamenti culturali della moderna codificazione civile, la diversa matrice filosofica, da un lato, dei diritti della personalità, dall'altro, dei diritti innati (inherent Rights). Questa stessa apertura ha permesso di individuare la teoria dello Stato che è alla base del vigente testo costituzionale, le ragioni della sua estraneità rispetto alla visione accolta nell'area del Primo Mondo, in particolare in quella anglosassone (retrospettivamente considerata).

Globalizzazione economica e nichilismo sono le categorie ordinanti della società contemporanea, sono i fenomeni di cui lo studioso della giustizia deve dare conto prima di procedere alla indicazione dei valori ritenuti più idonei ad orientare il comportamento umano. Per questa via il "sacerdos justitiae" diviene "philosophus", poiché la conoscenza delle cose umane (rerum humanarum notitia) non può che derivare, veluti ex fonte rivus, dalla conoscenza della filosofia (ex divina philosophia defluit).

Còmpito, pertanto, del giurista che sia aperto alla fondazione filosofica del fenomeno giuridico, è anche quello di indicare i principii di giustizia da premettere allo svolgimento delle relazioni umane al fine di invertire il processo di decadenza e di proseguimento della spirale della violenza che caratterizzano il tempo presente.